N.B.C.R.

Nucleare Biologico Chimico Radiologico

Da dove nasce l´esigenza di formare questo nucleo, prima a livello nazionale e in seguito nella nostra Provincia, e quali sono le sue attività Principali.

Attività del nucleo NBCR

 

La storia della difesa civile è cominciata, sostanzialmente,durante la seconda guerra mondiale quando lo sviluppo dell´arma aerea, capace di colpire il retroterra produttivo e logistico delle truppe al fronte, determinò l´esigenza di proteggere le popolazioni civili (civil defence). Nel secondo dopoguerra, l´entrata in scena dei missili a testata nucleare, e la "guerra fredda" spinsero soprattutto gli Stati Uniti ma anche l´Europa a uno studio sulle conseguenze di un attacco nucleare esterno e alla preparazione di un piano di emergenza per minimizzarne gli effetti sulla popolazione e sull´apparato produttivo.

Negli Stati Uniti si avviò un programma di civil defence nelle scuole, negli uffici, perfino nelle prigioni e nelle chiese dove si svolsero esercitazioni "anti-bomba" mentre la rete televisiva NBC inchiodava ogni settimana davanti ai teleschermi 18 milioni di americani con la trasmissione "Survival". Furono organizzate prove di evacuazione (come l´operation alert che, nel maggio 1955, coinvolse 28 milioni di persone). Corridoi e scantinati di scuole e di uffici furono protetti con fogli di piombo, per realizzare i cosiddetti rifugi antiradiazioni. La Svizzera è un esempio concreto di questa politica di protezione da eventuali attacchi nucleari. Con la fine della guerra fredda, ci fu un conseguente ridimensionamento dei programmi di civil defence. Ora, la situazione è rilanciata purtroppo dai recenti sviluppi internazionali che a partire dall´attentato americano alle torri gemelle, ha generato un clima di terrore in tutto il mondo.

Il Decreto Legislativo 30/7/1999 n° 300 art. 14 attribuisce la competenza in materia di difesa civile al Ministero dell´Interno che la esercita attraverso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile nel cui ambito opera la Direzione Centrale per la Difesa Civile. La Commissione Interministeriale Tecnica della Difesa Civile (C.I.T.D.C.) si riunisce presso il Ministero dell´Interno che la presiede e assicura il coordinamento delle Amministrazioni centrali dello Stato. Il Prefetto assicura il coordinamento a livello provinciale, in Trentino tale compito spetta al Commissario del Governo. Con il termine di "difesa civile" si è tradizionalmente indicato quel complesso di attività che le amministrazioni civili pongono in essere a sostegno dei militari, in occasione di crisi che hanno come scenario di riferimento la guerra. L´obiettivo della difesa civile è stato in passato quello di assicurare che il "sistema Paese" contribuisse collettivamente e sistematicamente alla difesa militare. La protezione civile, che è parte della difesa civile, si prefigge di assicurare l´incolumità dei cittadini e la salvaguardia del patrimonio, la difesa civile, concorrendo alla sicurezza dello Stato, è parte della difesa nazionale. La fine della guerra fredda e la conseguente evoluzione della situazione internazionale hanno imposto una necessaria revisione del concetto di difesa civile. Ad una situazione essenzialmente statica, dove pace e guerra erano chiaramente concetti distinti, è succeduta una nuova situazione in continuo stato magmatico, in cui la linea di demarcazione tra i due concetti è spesso confusa. Con il confine tra pace e guerra divenuto indistinto, anche il confine tra nazionale ed internazionale appare confuso. La globalizzazione dell´economia ha portato alla globalizzazione dei rischi ed il concetto stesso di sicurezza non distingue più tra sicurezza da attacchi esterni e sicurezza da attacchi interni.

Sono affidate al Ministero dell´Interno la responsabilità della nuova difesa civile con il d. D.lgs. n. 300/1999, il legislatore ha tenuto conto, non solo del ruolo svolto da quella amministrazione in tale settore sin dagli anni´50 nell´ambito della cooperazione nazionale con l´Alleanza Atlantica, ma, soprattutto, della circostanza che, sia il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, sia le forze di Polizia, operano sotto la direzione del ministero dell´Interno. Ciò permette di assicurare, attraverso l´articolazione delle prefetture, il coordinamento delle pianificazioni dei contributi delle varie amministrazioni ed il concreto contributo delle medesime all´emergenza.

L´obiettivo della nuova difesa civile, che si concretizza: sul piano interno, nell´assicurare la protezione della popolazione da attacchi esterni (es. terrorismo internazionale), la continuità dell´azione di Governo e la tutela della sicurezza e gli interessi vitali dello Stato. sul piano internazionale, nell´assicurare i contributi nazionali all´azione collettiva per la gestione delle crisi internazionali la quale postula, unitamente ad un´azione militare, una concomitante o successiva azione svolta alla "costruzione" della pace attraverso la rinascita della vita civile, senza la quale l´obiettivo del ristabilimento della stabilità nelle regioni. La redazione dei piani di difesa civile è complessa poiché, oltre a prevedere aspetti di intelligence e collegamenti con i servizi informativi dello Stato, devono analizzare scenari riguardanti il collasso di sistemi organizzativi della società dovuti ad un attacco di tipo anche non convenzionale mirato a minare le fondamenta degli insediamenti ed infrastrutture civili, considerati più vulnerabili, cioè quelli che una volta colpiti amplificano gli effetti critici sulla società. Oltre a conoscere le metodologie di tattica e strategia avanzata, serve anche la conoscenza di una disciplina che consenta di analizzare e ottimizzare. le procedure da attuare in una situazione di estrema incertezza sull´evoluzione di eventi che, una volta colpiti i punti sensibili della società, possono determinare in pochi minuti sconvolgimenti nell'organizzazione pubblica se non opportunamente preparata. La redazione dei piani di protezione civile è destinata a fronteggiare emergenze non intenzionalmente prodotte quali terremoti, alluvioni o incidenti rilevanti, ci si avvale di tecniche che fanno riferimento al disaster management. In essi si ipotizzano i diversi scenari incidentali che servono per valutare poi gli effetti dei disastri sull´uomo, sui manufatti e sull´ambiente facendo ricorso a discipline "deterministiche" (quali la sismologia, la geologia, l´idrogeologia, l´ingegneria...) e probabilistiche quali "la teoria dei modelli". Si quantificano in questo modo, i sistemi di risposta e di intervento più adeguati che nelle prime ore mettono in campo numerosi operatori del soccorso e forze dell´ordine, e nei giorni successivi all´evento, le altre componenti della protezione civile, le organizzazioni del volontariato ed altre associazioni private.

Oggi, i meccanismi complessi delle attività riferite al mondo del lavoro, i ritmi incessanti nella ricerca di nuove tecnologie e materiali, le impellenti necessità di dotarsi di vie e mezzi di trasporto veloci, impongono ai Vigili del Fuoco risposte operative all´altezza dei rischi attuali e futuri. Si deve tener presente, ad esempio, che localmente il corridoio del Brennero rappresenta oggi una via di primaria importanza nel commercio con l´Europa, il numero dei mezzi e delle materie che transitano, su ferrovia o strada, sono ogni anno maggiori. Ne deriva che i rischi di incidente o guasti di vario genere, possono presentarsi con maggior frequenza, è per questo che dobbiamo essere preparati alle nuove sfide che il progresso ci pone di fronte. Compito dei Vigili del Fuoco è quello di porre in essere tutte le capacità organizzative e di conoscenza che diano agli operatori del soccorso tutti gli strumenti necessari, al fine di ottemperare nei loro compiti senza mettere a repentaglio più del dovuto, la loro vita, e quella delle eventuali persone coinvolte.

Pertanto il nostro lavoro consiste nel mettere in campo:

  • Capacità operative di risposta immediata per operazioni di soccorso di fronte ad attacchi od azioni terroristiche, con utilizzo di sostanze non convenzionali, definite dalla Circolare N° 6 del Ministero dell´Interno.
  • Interventi tecnici e di soccorso in incidenti con coinvolgimento di sostanze radioattive.
  • Interventi tecnici e di soccorso in incidenti con coinvolgimento di sostanze chimiche.
  • Attività di prevenzione attraverso il controllo e analisi della radioattività di fondo sul territorio della P.A.T.
  • Stesura di piani di intervento provinciali e di procedure per interventi di tipo NBCR.