Linee guida per la manutenzione DPI 3 cat tute di protezione luglio 2010

 

1. Si intende per dispositivo di protezione individuale, di seguito denominato "DPI", qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

2. Non costituiscono DPI:

a) gli indumenti di lavoro ordinari e le uniformi non specificamente destinati a proteggere la sicurezza e la salute del lavoratore;

b) le attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio;

c) le attrezzature di protezione individuale delle forze armate, delle forze di polizia e del personale del servizio per il mantenimento dell'ordine pubblico;

d) le attrezzature di protezione individuale proprie dei mezzi di trasporto stradali;

e) i materiali sportivi quando utilizzati a fini specificamente sportivi e non per attività lavorative;

f) i materiali per l'autodifesa o per la dissuasione;

g) gli apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi.

 

I Vigili del Fuoco

Le disposizioni di cui al D. Lgs. n. 81/2008, si applicano per espressa indicazione riportata nello stesso Decreto e secondo gli indirizzi forniti dalla Comunità economica europea, a tutti i settori di attività, privati e pubblici, e a tutte le tipologie di rischio.

Nei riguardi delle Forze Armate e di Polizia, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il soccorso Pubblico e della difesa civile, i servizi di protezione civile, le strutture giudiziarie e penitenziarie, quelle aventi compiti di ordine e sicurezza pubblica, università, istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica, gli istituti di istruzione ed educazione, le organizzazioni di volontariato di cui alla legge 1° agosto 1991, n.266, dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del D. Lgs. n. 81/2008 sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative, individuate entro e non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, dai Ministri competenti di concerto con il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, della salute e per le riforme e le innovazioni nella Pubblica amministrazione, acquisito il parare della Conferenza permanente stato, regioni e provincie autonome.

Il D. Lgs. n. 81/2008, prevede che nelle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest'ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall'organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell'ubicazione e dell'ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l'attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l'organo di vertice medesimo.

Per quanto riguarda il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco i termini di compatibilità dell’applicazione delle disposizioni di cui al D. Lgs. n. 81/2008 con le esigenze proprie dei servizi assegnati allo stesso Corpo, dovranno essere fissati e stabiliti con Decreto del Ministro competente entro 12 mesi dall’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008. Fino alla scadenza di tale termine, sono fatte salve le disposizioni attuative dell’articolo 1, comma 2, del D.Lgs 626 del 19/09/1994 e dei relativi Decreti attuativi; decorso tale termine, trovano applicazione le disposizioni di cui al presente decreto.

 

Prima dell’entrata in vigore del D.Lgs 81, era stata fissata con il Decreto del Ministro dell’Interno n. 450 del 14 giugno 1999, l’individuazione del datore di lavoro, in riferimento anche al Decreto del Ministero dell’Interno del 29 ottobre 1996 (entrambi consultabili nella rubrica “Norme e Prassi – Applicazione del D. Lgs. 626/94 al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”), nel Comandante Provinciale.

 

Il D. M. n. 450/1999 precisa che la sicurezza sul lavoro del personale operante appartenente alla Polizia di Stato o al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco va contemperata con le “rispettive specifiche condizioni di impiego, anche con riguardo alla prontezza ed efficacia operativa”  e precisa inoltre che “fatto salvo il dovere di intervento degli appartenenti alla Polizia di Stato e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco anche in situazioni di personale esposizione al pericolo, il predetto personale deve adottare le misure di sicurezza e di protezione anche individuale predisposte per lo specifico impiego”.

 

Anche nell’ambito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco vigono tutti gli obblighi di cui al D. Lgs. n. 626/94 relativi alla organizzazione del sistema di sicurezza (SPP, RLS, medico competente, valutazione dei rischi, informazione, formazione e consultazione dei lavoratori, ecc.)

 

Per quanto riguarda l’adozione dei dispositivi di protezione individuale (D.P.I.) gli obblighi fissati dalle norme investono sia il datore di lavoro, che è tenuto a fornire ai lavoratori dei D.P.I. idonei in relazione all’attività da essi svolta oltre che ad informali e formali sul loro uso corretto, sia il preposto (che può individuarsi nel caposquadra), che è chiamato esplicitamente a sorvegliare che i lavoratori ne facciano uso, sia gli stessi lavoratori che, avuti in consegna i DPI, sono tenuti ad utilizzarli secondo le procedure imposte dal datore di lavoro e secondo le indicazioni fornite dallo stesso legislatore.